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Andamento del titolo in Borsa e relazioni con l'azionariato

Nel corso del primo semestre 2013, Il titolo in borsa ha registrato l'andamento illustrato nel grafico seguente, che evidenzia una performance del +18,7% (con un passaggio da 1,22€ di fine 2012 a 1,4519€ del 28 giugno 2013), superiore al mercato azionario (-5,4%), ma al di sotto dell'indice delle local-utilities italiane (+36,9%).

 
Andamento deol titolo Hera al 30 giugno 2013
 

Nonostante il perdurare delle difficoltà macro-congiunturali sia politiche che finanziarie, il titolo Hera, sorretto da una rivalutazione del settore local utilities e grazie anche ai buoni risultati annuali 2012 pubblicati alla fine di marzo, ha mantenuto un andamento positivo nella prima parte dell'esercizio. La migliore performance ha coinciso anche con il buon esito dell'OPAS su Acegas Aps, che ha permesso di avviare la procedura di de-listing dell'azienda, portato a termine durante il primo semestre 2013.

Oggi i soci pubblici sono rappresentati da 189 Comuni del territorio di riferimento e detengono il 61,0% delle azioni ordinarie del capitale sociale di Hera, costituito da 1.342.876.078 azioni ordinarie. Il numero delle azioni è aumentato nel corso del semestre di 227.862.324 azioni a seguito dell'operazione di aggregazione con Acegas Aps.
Un numero di 143.380.651 azioni sono state assegnate ai Comuni di Trieste e Padova, a fronte dell'operazione di fusione con Acegas Aps Holding S.r.l. divenuta efficace dal 1 gennaio 2013. La parte rimanente (84.481.673 azioni) è stata assegnata agli azionisti privati di Acegas Aps che hanno aderito all'OPAS. In seguito a queste operazioni straordinarie, il Gruppo Hera ha raggiunto il totale controllo delle Azioni ordinarie di Acegas Aps il cui titolo è stato, conseguentemente, ritirato dalle quotazioni sul mercato ufficiale di Borsa Italiana.

 
Azionariato
 

Dal 2006, Hera ha adottato un piano di riacquisto di azioni proprie che prevede un limite massimo di 15 milioni di azioni, per un importo complessivo di 60 milioni di euro. Tale piano è finalizzato a finanziare le opportunità d'integrazione di società di piccole dimensioni e a normalizzare eventuali fluttuazioni anomale delle quotazioni rispetto a quelle dei principali comparable nazionali.
L'Assemblea degli Azionisti del 30 aprile 2013 ha rinnovato il piano di acquisto di azioni proprie per ulteriori 18 mesi, per un importo massimo complessivo di 40 milioni di Euro per un totale di 25 milioni di azioni. Al 30 giugno 2013 Hera deteneva in portafoglio circa 13,1 milioni di azioni proprie.
Nel corso degli ultimi 10 anni, la remunerazione degli azionisti ha sempre evidenziato dividendi costanti o crescenti, anche nei momenti più delicati connessi alla crisi macro-economica degli ultimi anni. La proposta del C.d.A., sottoposta ed approvata dall'Assemblea degli Azionisti, di un dividendo per azione di 9 centesimi di euro ha inoltre confermato gli impegni assunti con il Piano industriale al 2016, pubblicato nel mese di ottobre 2012.

 20022003200420052006200720082009201020112012
Dividendi deliberati (ml€)27.642.048.271.281.382.582.588.999.9100.4100.4
DPS (€)0.0350.0530.0570.0700.0800.0800.0800.0800.0900.0900.090


Fin dalla sua quotazione, il Gruppo ha promosso ed incrementato relazioni con gli analisti finanziari per garantire agli investitori una pluralità di opinioni indipendenti. Nel tempo tale coverage è aumentato fino a raggiungere 15 studi, con broker globali come Citigroup e Merrill Lynch. La crisi finanziaria di questi anni ha causato profonde ristrutturazioni negli istituti bancari, portando il numero degli studi che coprono il titolo Hera a 7 (negli ultimi 2 anni sono stati interrotti gli studi di Banca Aletti, Banca IMI, Centrobanca, Deutsche Bank, Exane, Merrill Lynch, Mediobanca, Sogen e Unicredit); nonostante ciò, Hera gode ancora di un "coverage" tra i più ampi del settore local-utilities: Alpha Value, Banca Akros, Citi, Equita, ICBPI, Intermonte e KeplerCheuvreux. Alla fine del semestre, Hera gode di un bilanciamento tra valutazioni "Buy"/"Outperform" e pareri "Hold/Neutral" e non sono presenti giudizi negativi. Il prezzo obiettivo medio dell'azione a 12-18 mesi, espresso dalle valutazioni degli analisti, è attorno a 1,63 euro ad azione. L'istituto ICBPI ha avviato la ricerca su Hera con una raccomandazione "Buy" all'inizio del corrente esercizio.
Il titolo Hera è incluso in molteplici indici "SRI": da anni, infatti, fa parte del "Kempen SNS Smaller Europe SRI Index". Nel 2008 è stato inoltre inserito nell'indice etico "ECPI Ethical Index €uro". Nel 2009 viene incluso nell'indice "ECPI Ethical Index EMU", costituito dalle 150 società con caratteristiche di sostenibilità coerenti con la metodologia "ECPI SRI" e quotate sul mercato economico-monetario dell'Unione Europea.
Il principale strumento di comunicazione del Gruppo con gli azionisti e con gli stakeholder è il sito istituzionale www.gruppohera.it. Nel corso del decennio la sezione dedicata agli azionisti/operatori finanziari (sezione "Investor Relations") ha visto un continuo processo di miglioramento. Per il quarto anno consecutivo la comunicazione finanziaria on-line di Hera è salita sul podio della classifica nazionale Webranking, stilata da KWD, relativa alle maggiori aziende nazionali quotate: nel 2012 il sito del Gruppo ha infatti conquistato il secondo posto, posizionandosi davanti a molte realtà italiane di grandi dimensioni ed è risultato il miglior strumento di comunicazione delle utility italiane.
Sin dalla sua fondazione nel 2002, Hera ha dato particolare importanza al confronto diretto con gli investitori, attraverso l'organizzazione di Road Show di presentazione del titolo in Italia e all'estero (Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Germania, Austria, Paesi scandinavi, Belgio, Lussemburgo e Stati Uniti). Nel primo semestre 2013 Hera ha organizzato incontri con gli investitori europei e americani mantenendo un numero di contatti in linea con gli anni precedenti. La puntualità delle relazioni e la trasparenza nella comunicazione è stata mantenuta anche nella prima parte dell'esercizio 2013, come risposta al crescente senso di incertezza percepito dagli stakeholder in questo momento di profonda discontinuità sistemica che il Paese sta tutt'ora attraversando.