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Politica finanziaria e rating

I mercati finanziari nel corso del primo semestre 2013 hanno risentito del fatto che molti Paesi, soprattutto in Europa, sono stati caratterizzati da un differenziale sfavorevole tra tassi di interesse e tassi di crescita. Gli sforzi messi in atto per ridurre lo squilibrio di finanza pubblica non sono stati ancora sufficienti ad invertire la tendenza di crescita del debito rispetto al PIL. Nell'ambito di un regime di politica monetaria definito "accomodante" il sistema finanziario in Eurozona è tuttavia in condizioni meno critiche del passato, sostenuto dall'eccesso di liquidità nel sistema interbancario che ha comportato la progressiva riduzione di depositi bancari presso la BCE a scopo cautelativo.
Tuttavia, in alcuni paesi e in Italia l'inadeguatezza del capitale delle banche accentua le dinamiche di "stretta del credito" in un contesto macroeconomico che svilisce sempre più la qualità dei prenditori di fondi, attivando meccanismi prudenziali molto più restrittivi nella concessione del credito.

Il taglio del rating sovrano dell'Italia da parte di S&P di un notch da BBB+ a BBB con outlook negativo, motivato dalle deboli prospettive economiche non ha creato una maggiore volatilità nel breve termine né un impatto consistente nel medio termine. Infatti, a limitare l'impatto del downgrade dovrebbe contribuire l'elevata percentuale di debito pubblico detenuto dai residenti la cui domanda è piuttosto stabile. Inoltre, il Tesoro italiano si trova ad un buon punto di avanzamento nel funding per quest'anno che, finora, è stato effettuato a tassi ben inferiori rispetto a quanto registrato l'anno scorso.

I tassi swap in Euro hanno seguito al rialzo il movimento dei rendimenti dei titoli governativi sull'onda del cambiamento di politica monetaria dettato dalla FED determinata a restringere gli acquisti di titoli fino al primo semestre del 2014. Il movimento ascendente dei tassi di lungo periodo è stato comunque riequilibratore rispetto ad un livello di tassi medio da cui ci si era distanziati in misura elevata per l'elevato eccesso di ribasso. L'attuale politica monetaria in Europa, caratterizzata dall'aumento dei programmi di sostegno al sistema monetario, ha determinato in maggio il ribasso del tasso ufficiale di riferimento allo 0,5% da parte della BCE mantenendo il livello dei tassi a breve ancora stabile su livelli abbastanza bassi.
Gli spread hanno continuato la dinamica positiva, ed in particolare il differenziale BTP-Bund ha raggiunto livello 250 bps ma le condizioni economiche ancora perturbate hanno esaurito la fase favorevole a metà maggio interrompendo il trend di restringimento.
Intanto, sullo sfondo di una debolezza persistente, il tenore dei dati macroeconomici va moderatamente migliorando, contribuendo a sostenere il comparto azionario.

Nonostante l'attuale contesto economico-finanziario ancora abbastanza critico, il Gruppo opera nel perseguimento dell'obiettivo di mantenere un adeguato bilanciamento delle scadenze delle poste dell'attivo e del passivo, correlando gli impieghi a coerenti fonti di finanziamento in termini di durata e modalità di rimborso e tenendo conto delle necessità di rifinanziamento dell'attuale struttura di debito e delle modalità operative aziendali e, di individuare il mix ottimale delle fonti di finanziamento tra tasso fisso e variabile, nell'ambito di una strategia prudenziale verso il rischio di oscillazione dei tassi, che mira a stabilizzare i flussi finanziari in modo da garantire i margini e la certezza dei flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

Per rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria e supportare il proprio sviluppo industriale, nel primo semestre il Gruppo ha stipulato nuovi finanziamenti a medio/lungo termine per un importo pari a 800 milioni di euro utilizzati tra l'altro per il rifinanziamento dei Puttable bond e loan in portafoglio. In particolare, all'inizio del 2013 il Gruppo ha colto l'occasione favorevole dei mercati finalizzando un'emissione obbligazionaria di 700 milioni di euro di durata 15 anni al tasso fisso del 5.20%. L'operazione ha riaperto il mercato per i corporate italiani su scadenze particolarmente lunghe; l'ultima emissione italiana a 15 anni era stata prezzata nel settembre 2010 .
Il 22 maggio 2013 è stata effettuata l'emissione obbligazionaria di 100 milioni di euro in due tranche con durate pari a 10 e 12 anni al tasso fisso rispettivamente del 3,375% e 3,5%.
Inoltre, dato l'attuale contesto di mercato, al fine di mantenere solidi gli indici di rischio liquidità, il Gruppo si è dotato di ulteriori Linee di credito committed per 120 milioni di euro raggiungendo così un totale complessivo pari a 540 milioni di euro.

Il Gruppo provvede ad una gestione finanziaria basata sul principio di Mitigazione del Rischio adottando una politica di copertura che non prevede il ricorso a strumenti derivati con finalità speculative.

Di seguito sono riportate le politiche e i principi per la gestione ed il controllo dei rischi finanziari del Gruppo quali il rischio liquidità e correlato rischio default e covenant sul debito, rischio tasso e rischio cambio.

Rischio liquidità
Il rischio di liquidità è identificato come il rischio che, a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare attività sul mercato, l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento.
L'obiettivo del Gruppo è quello di assicurare un livello di liquidità tale da consentire di far fronte ai propri impegni contrattuali sia in condizioni di normale corso degli affari che in condizioni di crisi attraverso il mantenimento di linee di credito disponibili, liquidità e tempestivo avvio delle negoziazioni sui finanziamenti in corso di maturazione, ottimizzando il costo del funding in relazione alle condizioni di mercato in corso e prospettiche.

Nella tabella che segue viene rappresentato il "worst case scenario" dove le attività (liquidità, crediti commerciali, ecc.) non sono prese in considerazione mentre vengono riportate le passività finanziarie, nella quota capitale e interessi, i debiti commerciali e i contratti derivati su tassi di interesse. Le linee finanziarie a revoca sono fatte scadere a vista mentre gli altri finanziamenti sono fatti scadere alla data in cui possono essere chiesti a rimborso.

Worst case scenario 30.06.2013 31.12.2012
mln €da 1 a 3 mesioltre 3 mesi fino a 1 annoda 1 a 2 annida 1 a 3 mesioltre 3 mesi fino a 1 annoda 1 a 2 anni
Obbligazioni12329332232553
Debiti e altre passività finanziarie40317435669107246
Debiti verso fornitori1.093001.1660 
Totale1.4974064481.267339798

Al fine di garantire liquidità sufficiente a coprire ogni impegno finanziario almeno dei prossimi due anni (orizzonte temporale del worst case scenario riportato), il Gruppo dispone, al 30 giugno 2013, di 483,3 mln di liquidità, di 540 mln€ di linee di credito committed non utilizzate e di ampi spazi su linee di credito uncommitted (1.500 mln€).
Le linee di credito e la relativa attività finanziaria non sono concentrate su nessun finanziatore specifico ma distribuite fra i principali Istituti Bancari Italiani ed Internazionali con un utilizzo largamente inferiore al totale disponibile.

Al 30 Giugno 2013 il Gruppo dispone di una struttura del debito prevalentemente a lungo termine con una quota pari a circa il 79% rispetto al totale debiti finanziari. La durata media è pari a circa 8 anni di cui il 50% del debito ha scadenza oltre i 5 anni. 
Di seguito si riportano i flussi nominali attesi sulle fasce di scadenza annuali fino a cinque anni e la quota oltre 5 anni.

Flusso nominale debito  (mln€)30.06.201331.12.201431.12.201531.12.201631.12.2017Oltre 5 anniTotale
Obbligazioni00050001.6522.152
Obbligazioni convertibili14000000140
Debiti bancari/ verso altri62011332786581721.376
Totale760113327586581.8243.668

Rischio default e covenant sul debito
Il rischio consiste nella possibilità che i contratti di finanziamento sottoscritti contengano disposizioni che prevedano la facoltà da parte del soggetto finanziatore di chiedere il rimborso anticipato del finanziamento al verificarsi di determinati eventi generando così un potenziale rischio liquidità.
Al 30 giugno 2013 una parte significativa della posizione finanziaria netta del Gruppo è rappresentata da contratti di finanziamento che prevedono un insieme di clausole, in linea con la prassi internazionale, che impongono una serie di divieti. Tra queste, le principali sono le clausole di pari passu, negative pledge e change of control. Relativamente alle clausole di rimborso anticipato obbligatorio non sono previsti covenants finanziari sul debito. E' altresì prevista la clausola del limite del corporate rating da parte di anche una sola Agenzia di Rating al di sotto del livello di "Investment Grade" (BBB-).

Rischio tasso
Il Gruppo utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito finanziario a medio lungo termine, diverse tipologie di linee di credito a breve ed impiega la liquidità disponibile prevalentemente in strumenti di mercato monetario immediatamente smobilizzabili. Le variazioni nei livelli dei tassi di interesse di mercato influenzano sia gli oneri finanziari associati alle varie forme tecniche di finanziamento sia i proventi delle varie forme di impiego della liquidità incidendo pertanto sui flussi di cassa e sugli oneri finanziari netti del Gruppo.
Al 30 giugno 2013 l'esposizione al rischio di variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse, con conseguente impatto negativo sui flussi di cassa, è pari al 39,2% dell'indebitamento finanziario lordo totale. Il restante 60,8% è costituito da finanziamenti a medio/lungo termine a tasso fisso esponendo il Gruppo al rischio di variazione del Fair Value.
L'applicazione della politica di gestione del rischio tasso si traduce di volta in volta, in base alle condizioni di mercato, in una data combinazione di strumenti finanziari a tasso fisso, a tasso variabile e di coperture finanziarie con prodotti derivati.
I derivati risultano perfettamente aderenti al debito sottostante.
La politica di copertura del Gruppo non prevede l'utilizzo di strumenti con finalità speculative ed ha come obiettivo l'individuazione ottimale tra tasso fisso e variabile nell'ambito di una strategia prudenziale verso il rischio di oscillazione dei tassi. La gestione del rischio tasso d'interesse mira essenzialmente a stabilizzare i flussi finanziari in modo da garantire i margini e la certezza dei flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

Indebitamento finanziario lordo (*) 30.06.2013 31.12.2012
mln€senza derivaticon derivati% con derivatisenza derivaticon derivati% con derivati
tasso fisso2.4051.91260,80%2.1171.62861,20%
tasso variabile7431.23639,20%5441.03338,80%
Totale3.1483.148100%2.6612.661100%

*Indebitamento finanziario lordo: non include disponibilità liquide, altri crediti finanziari correnti e non correnti

Rischio cambio non connesso al rischio commodity
Il Gruppo adotta una strategia prudenziale di esposizione al rischio valutario, per cui tutte le posizioni in valuta vengono nettate o coperte tramite strumenti derivati (Cross Currency Swap).
Attualmente il Gruppo detiene un bond in valuta pari a 20 miliardi di JPY totalmente coperto con un Cross Currency Swap.

Rating
Hera SpA dispone del rating sul lungo termine di Moody's "Baa1 Outlook Negativo"e di Standard & Poor's "BBB Outlook Stabile".
Il 10 luglio 2013, in seguito al declassamento del rating sovrano dell'Italia, il Gruppo ha ricevuto il downgrade da parte di Standard & Poor's, che ha portato il rating a "BBB Outlook Stabile"
Il rating di Moody's è confermato a "Baa1 Outlook Negativo", posizionando il Gruppo Hera un notch superiore al rating del Paese Italia (Baa2 Outlook Negativo).
Dato l'attuale contesto di deterioramento della situazione macroeconomica italiana e l'incertezza sulle prospettive del Paese, sono state ulteriormente rafforzate le azioni e le strategie di Piano indirizzate a garantire il mantenimento/miglioramento di adeguati livelli di rating.

 
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